Ma siamo sicuri che questa laurea non serva a niente?!

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Oggi un cliente piuttosto antipatico e arrogante mi ha dato da riflettere sull’importanza di avere una laurea.
Lui sosteneva che ho perso il mio tempo e i soldi dei miei genitori per avere una laurea completamente inutile, che se mi fosse interessato veramente avere una laurea di livello e di una qualche utilità sarei dovuta andare all’estero, l’Italia è solo un paese per poveracci.

Secondo me una laurea in economia, ma come in tante altre materie, non è realmente utile. Nel senso che ti serve, si, per fare l’esame di stato per diventare commercialista, però in realtà un bravo ragioniere probabilmente ne sa molto più di me di contabilità. Lo stesso vale anche per molte altre lauree, salverei giusto le discipline mediche e quelle ingegneristiche.
Credo che un laureato esca dalle nostre università molto preparato teoricamente ma poi dal punto di vista pratico sia quasi a zero, quindi si, in effetti da questo punto di vista una laurea è abbastanza inutile.

Io credo, però, di essere stata molto fortunata a frequentare l’università, credo che quelle lezioni che tanto mi hanno esasperato quando le frequentavo in realtà mi siano servite, che i professori tanto odiati in realtà siano stati una ricchezza, che i compagni di corso siano stati una risorsa, che il vivere fuori casa e avere dei coinquilini sia stato moooolto istruttivo.

Io credo che l’università mi abbia dato lezioni di vita ineguagliabili, magari non sarò un asso della partita doppia o della revisione di bilancio, ma ho imparato a confrontarmi con i superiori (i miei professori) esprimendo il mio punto di vista in modo chiaro e rispettoso, ho imparato a trovare un compromesso senza per questo rinunciare alla mia idea (si ringraziano gli odiatissimi lavori di gruppo), adesso conosco il valore che può dare il relazionarsi con persone di altri Paesi, con altre culture o semplicemente con abitudini e trascorsi molto diversi dai miei, ho imparato che a seconda di chi lo guarda e come lo si guarda un problema non ha un’unica soluzione, ho imparato che cedere su alcuni punti non è segno di debolezza, ma solo ammettere che magari c’è chi ha un’idea migliore della mia, ho imparato a prendere esempio da altri e che cambiare opinione si può.

Io credo che quello che mi ha dato l’università non sia qualcosa di tangibile come un bilancio ben redatto, si tratta, piuttosto, di un’apertura mentale che prima non avevo, di un modo di pormi davanti ai problemi che prima non conoscevo, riguarda il saper individuare il proprio obiettivo e trovare la strada giusta per raggiungerlo senza aver paura degli ostacoli che si possono incontrare perchè ho imparato che nulla è insuperabile, che per ogni problema c’è una soluzione, magari anche più di una, si tratta solo di saper dove cercare.

Io credo che l’università mi abbia fatto conoscere delle persone fantastiche, che mi hanno insegnato molto e non parlo solo dei professori, mi reputo fortunata perchè ho conosciuto ragazzi e ragazze della mia età molto determinati, molto creativi, molto tecnologici, molto occupati, perfetti organizzatori, grandi amici e fonte di ispirazione.

Quindi si, da un punto di vista prettamente pratico la laurea potrà essere inutile, ma la pratica si ha sempre tempo per impararla, il modo di ragionare e di vedere le cose invece è un’altra cosa.

Io credo che il mio cliente non abbia capito, e mai lo farà, a cosa serva veramente avere una laurea.

Tipi da… fai da te #1

Il top fra i tipi da negozio è sicuramente quello super professional.

Il cliente super attrezzato,  quello che arriva nel negozio di Fai da Te con metro, calibro, carta e penna pronto a misurare, segnare e calcolare tutto al millimetro.

Conosce tutti i materiali, sa come utilizzare ogni attrezzo, conosce la differenza tra i vari tipi di viti e riconosce la sfumatura di colore dei diversi impregnanti alla prima occhiata.

Quello che però lo distingue dai finti professional, è che lui in macchina ha anche una scala portatile in modo da poter caricare senza sforzo i suoi acquisti sul portapacchi.

Essere professional non è cosa da poco!

Karpathos, l’isola del vivere lento

Se per il resto della Grecia vale la filosofia del “sigà-sigà” (piano piano), a Karpathos bisogna aggiungere un ulteriore sigà. Dimenticatevi quindi gli orologi e fatevi trasportare dal ritmo lento e senza orari dell’isola.

Karpathos è una delle isole più meridionali della Grecia, lunga poco più di 50 Km, un’unica strada che l’attraversa da Sud a nord correndo alta sulla catena montuosa che attraversa l’isola, piuttosto ventilata, arida e circondata da un fantastico mare blu.

DSC03485Una settimana trascorsa a girarla e ce ne siamo perdutamente innamorati.

La natura, ancora incontaminata dal (relativo) poco turismo, la fa da padrona, con i suoi pini marittimi, i bassi arbusti, le bellissime e coloratissime bouganville e gli immancabili alberi di ulivo.

Le spiagge sono ancora selvagge, pochissimi ombrelloni, ma qualche albero che ti offre ombra nelle ore più calde. Giusto una taverna in cui rifocillarti con i piatti del giorno (di solito o pesce fresco o maiale) e solo una stradina asfaltata ma piuttosto sgangherata, immersa nel profumo dei pini marittimi, che dalla strada principale scende verso la spiaKato Lakoggia.

Sulla costa orientale si susseguono spiagge incantevoli, le migliori dell’isola. Alcune sono raggiungibili solo attraverso stretti sentierini, che corrono, immersi nella boscaglia, sopra le alte scogliere. Quando arrivi, rigorosamente a piedi, dall’alto vedi comparire sotto di te queste piccole spiagge, quasi sempre deserte o quasi, piccole mezzelune di sassi con alle spalle la parete rocciosa e davanti il mare turchese.

Lì distesi al sole, accarezzati dalla brezza fresca, solo noi e nient’altro, sembrava di essere in paradiso, un paradiso dal quale non avremmo più voluto andarcene.

Il fondale roccioso e l’acqua cristallina ti lasciano godere uno spettacolo sottomarino da mozzare il fiato, fatto di scogli e pesci di ogni forma e dimensione. Gli scogli più grandi, che si ergono sopra il livello del mare a qualche centinaia di metri dalla riva, ma facilmente raggiungibili a nuoto, celano, poi, delle fantastiche vasche idromassaggio naturali. Che tu ti trovi sul bagnasciuga o che tu sia immerso nelle limpide acque del Mar Egeo, le sensazioni di meraviglia, unicità e spettacolo che ti offre quest’isola sono impareggiabili.Aperi2

La costa occidentale è nettamente meno turistica e frequentata a causa del forte vento meltemi che soffia spazzando le spiagge e creando onde che si infrangono con forza sugli scogli… qui il mare da turchese prende una colorazione blu intenso, ma essendo molto mosso non ti invita ad immergerti. Così anche le spiagge non sono all’altezza di quelle sull’altro lato, più grigie e sporche.

La cosa spettacolare, che vale però una gita da questo lato dell’isola è il tramonto… qui dall’alto della scogliera vedi il sole tuffarsi piano piano in un mare infuocato. Incantevole.

Essendo Karpathos un’isola prevalentemente montuosa, l’unica strada presente in tutta l’isola corre interna e alta sopra la costa. Un susseguirsi di salite e curve, ti lasciano senza fiato quando all’improvviso, davanti a te, lasciano comparire uno dei piccoli paesini spersi per l’isola e abbarbicati sopra la montagna, con le loro case bianchissime e i tetti rossi.

Il paesino più tiDSC03470pico e famoso è Olympos, lontano da tutto, nella parte più alta e settentrionale dell’isola. La strada per arrivarci è un supplizio, lunga e circondata dal niente più assoluto interrotto solo di tanto in tanto da qualche gregge di capre che con i loro campanacci al collo riempiono l’aria di suoni e ti risvegliano dal tuo torpore.
Un paese in salita, fatto di stretti viottoli e tantissimi scalini con gli abitanti ancora in vestiti tradizionali, (più per far felice il turista che per reali esigenze). Il tempo qui sembra essersi fermato, non ci sono macchine, pochissimi locali e solo qualche piccola bottega con prodotti di artigianato locale. Un’esperienza diversa e assolutamente da fare.

Se le spiagge, il mare e gli incantevoli paesaggi non fossero abbastanza per adorare quest’isola, ecco che si aggiungono anche il buon cibo e la fantastica ospitalità della gente del posto.

In qualsiasi taverna tu decida di fermarti a mangiare troverai un oste che ti verrà incontro festaDSC03266nte e che ti porterà pane nero e patè di olive (squisito!) come gesto di benvenuto. Poi non c’è che l’imbarazzo della scelta tra souvlaki (spiedini) di morbidissimo e gustosissimo maiale, gyros con tzatziki, moussaka, makarunes, calamari, feta… e per concludere un bicchierino di ouzo da bere in compagnia del proprietario.

A Karpathos, il tempo sembra essersi fermato a qualche decennio fa, la gente è rilassata, sorridente, i bambini giocano a pallone in strada e i gatti stanno accovacciati sui davanzali. A differenza di altre isole greche, la movida è pressochè inesistente e le uniche macchine che vedi passare sono quelle prese a noleggio dai turisti…

Lontano dai ritmi frenetici che hai a casa, anche tu, vedi il tuo tempo rallentare, tutto diventare più facile, zero stress, solo una sensazione di benessere e pace che ti spinge a non voler più abbandonare questa isola da sogno.

Ho i clienti più fantastici del mondo

Sono fortunata. Ho un lavoro che mi piace e dei clienti che adoro. Si, li adoro proprio, certo non tutti, ma la maggior parte di loro mi rallegra la giornata.

Sento spesso amici lamentarsi del proprio lavoro e dei propri clienti, ma credo che molto dipende da come uno si pone. Io sono sempre sorridente, gentile e ascolto volentieri le loro storie.

C’è da dire che la gran parte dei miei clienti è over 60, con molto tempo libero e poca gente che li ascolta.
Quando arrivano nel nostro negozio di Fai da Te tanti di loro si mettono a raccontarmi che lavoretti devono fare, mi mostrano le foto dei lavori già fatti, mi raccontano di quando venivano nel nostro negozio da giovani e trovavano il mio bisnonno al mio posto, mi parlano dei loro nipoti ancora single nel caso fossi interessata, si lamentano del governo e mi chiedono di me, dei miei studi, del mio fidanzato, delle mie vacanze…
I più affezionati (al negozio, non a me) mi chiamano per nome e mi portano caramelle o piccoli oggetti in legno fatti da loro. Essendo poi abbastanza vecchiotti, e ormai senza peli sulla lingua, mi fanno un sacco di complimenti (lo ammetto io gongolo felice in questi casi) e mi chiamano stellina, amore, bimba….
Come si può non adorarli?! Io sono che sorrido come un’ebete solo a scrivere di loro 🙂

Quindi, si, mi dispiace per i miei amici che non hanno clienti così speciali, penso che persone così se le meritano tutti, riescono a raddrizzarti una giornata storta, a farti tornare il sorriso anche se tutto va a rotoli… Io semplicemente li adoro!

Spostiamo la Pasqua! Chi è con me?

Oggi si torna alla vita reale dopo un lungo weekend di festeggiamenti e si devono tirare le somme:

  • uova di cioccolata ricevute e mangiate: 1 (si l’ho praticamente già finito)
  • colombe divorate: mezza, perchè almeno c’è la mamma che mi dà man forte
  • birrette e aperitivi vari: almeno 4 di troppo
  • pranzi ignoranti: 2 (perchè Pasqua è micidiale, ma Pasquetta è peggio)
  • kg smaltiti: ZERO, ma di questo mi sento di incolpare la pioggia incessante

Girala e voltala fatto sta che ho mangiato fino a scoppiare, sono praticamente sempre stata seduta (ebbene si a tavola) e credo di aver appena mandato in fumo mesi e mesi di sudate in palestra.

Alla luce di ciò mi sento di fare un appello: spostiamo la Pasqua!

Mettiamola a febbraio, o anche a ottobre, purchè lontana dalla prova costume!
Io lo dico per tutte quelle come me che si ammazzano in palestra tutto l’anno per arrivare ad una forma almeno lontanamente accettabile per l’estate ma che hanno una forza di volontà pari a zero quando si tratta di dolci, bevute in compagnia e pranzi di gruppo.
Perchè dai, ammettiamolo, già ci sono Natale e Capodanno che minano i primi 4 mesi di palestra, ma poi quando ti sei ripresa e, anzi, stai considerando di lasciare la palestra perchè arriva il caldo e allora, si, potresti metterti d’impegno e andare a correre da sola all’aria aperta (ma qui torna di nuovo in gioco la mancanza di forza di volontà e quindi corri al massimo per due settimane!), dicevamo, quando pensi di abbandonare la palestra… tac, Pasqua e via di nuovo di abbuffate e addio malsana idea di abbandonare la palestra! Quindi so già che a luglio sarò ancora lì, chiusa tra quattro mura, a sputare sangue e a grondare di sudore in mezzo a persone puzzolenti e a odiare profondamente il giorno in cui ho deciso che senza colomba la Pasqua non si poteva considerare Pasqua.

Sono pronta a indire una petizione, a raccogliere firme, a fare sit in di protesta contro il Consiglio di Nicea e quelli che hanno deciso che la Pasqua doveva cadere tra marzo e aprile… ormai si possono cambiare tutte le leggi (anzi alcune vengono cambiate praticamente una volta all’anno) e allora dai, cambiamo anche quella che decide la data della Pasqua! Chi è con me?!

Mai lasciare la strada vecchia per la nuova

Mai come oggi ho capito la verità (letterale) del detto “mai lasciare la strada vecchia per la nuova”.

Che poi, in realtà, la strada di oggi non aveva proprio nulla di nuovo, credo fosse lì dalla notte dei tempi, con tutte le sue stramaledettissime e strettissime curve (si, io soffro di mal d’auto), le sue salite che anche in prima la macchina faticava a salire, i cartelli “attenzione caduta massi” che forse è il caso di sostituire con quelli “attenzione caduta alberi”…

Si è trattata di una banalissima ( e infondo bellissima) deviazione di 3km per vedere se dopo i paesini di Pian di La e Pian di Qua (no, non scherzo, esistono veramente!) ci fosse un qualche paesino ancora più irraggiungibile! Ebbene si, l’abbiamo trovato, Patocco!
Un piccolo borgo sulla cima della collina, raggiungibile o a piedi (ci sono diversi sentieri) o in macchina, appunto, grazie a questa strada stretta, in mezzo al bosco, che in effetti ha un suo fascino, ma dopo l’esperienza di oggi io consiglio di munirsi di un buon paio di scarpe, borraccia e tentare la salita a piedi. 🙂

Un paesino minuscolo ma molto caratteristico e dall’aria romantica con case rigorosamente di sassi bianchi e con finestre piccole per tenere fuori il freddo, sperduto nel niente, ma con una vista mozzafiato su tutta la vaFoto 20-04-14 14 51 27lle sottostante.
Sicuramente difficile da raggiungere, e infatti sulle curve più di qualche coraggioso avventuriero ha lasciato parte della vernice della sua macchina sul guard rail, c’è solo una chiesetta e poche case.
Guardando bene, però, la sorpresa… molte delle case erano state ristrutturate di recente o addirittura in fase di ristrutturazione!
Alla faccia di chi dice che la montagna si sta spopolando, questo paesino sta riacquistando vitalità, magari solo in estate e nei weekend, ma c’è chi ha deciso che perdere un tale paradiso sarebbe stato un vero peccato.

Per me, amante della città, una sorpresa e una meraviglia scoprire che c’è chi è disposto, anche se per brevi periodi, ad abbandonare certi comfort, come avere il supermercato vicino casa, per ritirarsi in un’oasi di pace e tranquillità dove la strada asfaltata finisce all’ingresso del paese e dove non ci sono recinzioni a delimitare le proprietà, dove probabilmente tutti si conoscono perchè fin da piccoli sono stati portati a fare le vacanze lì a casa dei nonni e dove si può giocare fuori senza che le mamme si facciano prendere dall’ansia.

In fondo si tratta di persone che, seppur facendo delle deviazioni, hanno deciso di non abbandonare definitivamente la strada vecchia per la nuova.