è tutta questione di priorità

Sabato pomeriggio, svendita in un negozio di articoli per la casa che normalmente ha prezzi improponibili (restano improponibili anche con gli sconti!), ci trascino Lui che, di vedere piatti e bicchieri, proprio non ha voglia.

Mi addentro tra gli scaffali alla ricerca di cucchiaini da finger food (elemento essenziale nella cucina della mia casina!) e trovo qualcosa di talmente stupido e costoso che voglio farlo vedere a Lui, lo chiamo…. lo torno a chiamare…. mi guardo in giro… è fermo, incantato, davanti ad un mastodontico barbecue!

Mi avvicino temendo il peggio… “Amore?!” si gira con una faccia estasiata “Ma hai visto che bello?! Dobbiamo prenderlo!”

Allora, questo “dobbiamo”, al plurale, proprio non ci sta! Abbiamo si e no una casa, è piccolissima, abbiamo una terrazza si, ma piccola anche quella, non abbiamo un letto… eppure ci serve un barbecue gigante!

La commessa ci porta mille cataloghi, compreso un depliant con ricettine sfiziose (dice lei!), e comincia a raccontarci dei miracoli che questo barbecue può compiere, delle meraviglie a cui assisteremo, della bellezza di avere un tale articolo nella propria casa “… è prodotto da una piccola azienda locale… solo pochi pezzi…”, insomma non possiamo farcelo scappare “… e poi costa solo € 4800!”

Quanto?! Dopo lo shock iniziale mi rendo conto che questo è il tipo di notizia che farà sparire dalla mente di Lui qualsivoglia brama di avere un barbecue (che tra l’altro, conoscendolo, non userà mai), quindi felice lo guardo…. panico! Ha ancora lo sguardo estasiato! “Lo prendiamo?!”

Ringrazio la commessa, le torno i cataloghi, le chiedo di dimenticarsi di noi e di non fare mai più entrare Lui e lo trascino fuori!

n.d.r. è seguita una mezz’ora di “ma perchè non vuoi prenderlo?” “potremmo fare a metà dei soldi” “ma hai visto quanto era bello?!” “hai sentito che ha detto che cucina senza fare fumo, senza far rilasciare liquidi alla carne, senza sporcarsi…” “guarda che secondo me ha detto € 3800, non € 4800”