Friuli: in barca alla scoperta della laguna di Grado

Ci sono delle idee che nascono così dal niente: “prossimo anno vacanze in Croazia con barca per girare le varie spiagge”. E poi ci sono amici che approvano le idee e anzi, già cominciano ad organizzare: “domani andiamo al mare, … Continua a leggere

Mappe e aeroplanini

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E’ un paio di giorni che la mia bacheca di Facebook è invasa da mappe e aeroplanini, di amici e parenti che si mettono in viaggio per tornare a casa per Natale.
Questa è proprio una di quelle cose che adoro del Natale e che nessun’altra ricorrenza riesce a fare.
A Natale si torna a casa.
Che tu viva dall’altro capo del mondo, che tu non vada poi così d’accordo con la famiglia, che tu non creda nel Natale… in ogni caso torni a casa.
Natale è famiglia, è un pranzo di 12 ore con i parenti, è la tombola a 10cent a cartella, è l’osso della carne passato di soppiatto al cane, è il caminetto accesso, è lo zio che si addormenta sul divano, è il pino che odora di bosco, è la nonna che ti chiede se hai mangiato abbastanza, è il profumo dei biscotti appena sfornati… è sentirsi a casa, amati, felici.
Consci che per quanto possa essere incasinata, stancante, assillante, la tua famiglia è pur sempre la tua famiglia.
… e così ieri, guardano la bacheca di Facebook, mi immaginavo tutte queste lineette tratteggiate che si mettevano in viaggio, da ogni parte del mondo, per tornare a casa.
E’ stata una sensazione bellissima.

tipi da… mercatini di Natale #1

A Natale si sa, si diventa tutti più buoni e i fidanzati diventano dei veri e propri santi.
Ti accompagnano “felici” in giro per mezza Europa a vedere i mercatini di Natale, ma poi… li perdi alla prima bancarella.
Ci sono quelli che:

  • “tu fai pure il giro, io sto fermo qui e ti aspetto”… qui è lo stand del vin brulè.
  • “tu fai pure il giro, io sto fermo qui e ti aspetto”… qui è lo stand del panino con wurstel e birra

No, non ci sono altri tipi, loro si fermano e mangiano… ma almeno non brontolano!

Se vi va passate a leggere il mio post sui mercatini di Natale in Austria (sì, ce l’ho portato e sì, le bancarelle le ho viste da sola!).
Per il link, basta cliccare qui

 

 

tipi da… fai da te #4

Ebbene si, proprio loro, gli incalliti telespettatori di Real Time, Cielo e La 7D, i seguaci di Paint your life e tutte quelle trasmissioni che ti insegnano come tirare fuori un mirabolante, superfavoloso lampadario da un barattolo di pelati…. Aiuto!!

Per lo più si tratta di belle signore tra i 30 e i 50 anni, con molto tempo libero e un marito molto paziente.
Donne che prima seguivano tutte le trasmissioni di cucina e preparavano ottimi pranzetti, ma che adesso hanno deciso di fare la differenza, di rendersi autonome e dimostrare le loro abilità di bricolage e creatività.

Di solito arrivano in coppia, radiose, pronte per iniziare la loro avventura. Si sono documentate, conoscono pregi e difetti di tutti i materiali. Si entusiasmano davanti ai pezzi di legno più insulsi, perchè loro già ne vedono le potenzialità. Ti contagiano con la loro allegria.

Alla fine escono che hanno riempito il bagagliaio con tavole, colori, chiodi, attrezzi vari. Hanno speso una fortuna ma sono felici come bambine davanti alla nuova casa di Barbie.

Io sorrido e spero che il loro lavoro riesca come se lo sono immaginate, perchè tutto quell’entusiasmo è veramente un toccasana, anche per me che sono chiusa in ufficio a fare conti tutto il giorno.

 

Vade retro tentazioni… no, va bene, vi voglio!

In questa mattina uggiosa, con la maschera idratante sul viso e Budapest di George Ezra in sottofondo, penso che dovrei ascoltare di più il mio istinto quando mi dice di stare lontana da certe cose…. si vedano le voci: Apple e Yankee Candle.

Per anni, ovvero da quando i prodotti Apple sono diventati di moda, mi sono sempre opposta al loro acquisto, fosse anche un iPod nano, perchè dai… la gente è proprio stupida a spendere barcate di soldi per qualcosa solo perchè fa figo!!
Bene, dopo anni di autoconvincimento, prima di lanciare il mio smartphone HTC dalla finestra, o in testa al commesso di Mediaworld che me lo mandava per la terza volta in un mese in assistenza, ho deciso che volevo un telefono che non mi desse problemi. Così, disperata dall’assurda somma che stavo andando a spendere, mi sono presentata all’Apple Store a comperare l’iPhone 5s.
Maledetta la volta che l’ho fatto!!! Innamorata, me ne sono innamorata, non lo mollo più, mi segue ovunque, mi fa qualsiasi cosa, eccetto la pasta ma sono convinta che i miei nuovi eroi di Cupertino si stiano ingegnando anche per questo.
La rogna, però, è che adesso che sono entrata nel fantastico mondo Apple non me ne voglio più allontanare e allora adesso voglio anche l’iPad e poi sarà la volta del Mac e poi… non lo so, spero solo che qualcuno mi blocchi il bancomat!!

Stessa identica cosa per le Yankee Candle… candele profumate care, carissime per i miei gusti, che ho sempre snobbato… poi l’altro giorno entro in un negozio, mi avvicino, le annuso e non riesco più a staccarmi dallo stand… Così cedo e ne compero 4 (nel formato più piccolo e meno caro), le porto a casa e ne metto una in camera e una in bagno, le accendo giusto mezz’ora, ma a una settimana di distanza, pur avendo aperto ripetutamente le finestre, il profumo c’è ancora ed è incantevole…
Giusto per rendervi partecipi, quella che ho in camera si chiama “Soft blanket” ed è meravigliosa, sa di pulito, sa di coccole, sa di relax… So già che ne compererò una valanga!

Alla luce di questi fatti ho deciso: d’ora in poi basta negozi, durante la settimana solo lavoro e palestra e il weekend, sperando arrivi il bel tempo, mare o montagna o lago, ma non centro città… troppe tentazioni!
Sono convinta, ce la posso fare… oddio ho appena trovato un sito che vende dei gioielli bellissimi!!!!

 

 

 

tipi da… fai da te #2

Tra i tipi da Fai da Te che proprio non capisco c’è quello che non sa neanche tenere in mano un martello ma si ostina a volersi costruire mobili da solo.

E’ quello che arriva con delle misure, si fa tagliare tutto il materiale, paga e torna un’ora dopo disperato perchè ha sbagliato tutte le misure e adesso deve ricomperare tutto da capo.

E’ quello che non ha idea di come tenere uniti i pezzi e alla fine opta per mettere sia colla, che viti, che chiodi, perchè non si sa mai…

E’ quello che vuole risparmiare e decide di tagliarsi i pezzi precisi da solo a casa e per farlo compera un metro… ma allora con cosa le ha prese le misure?!

E’ quello che arriva e con occhi sgranati ti chiede aiuto e suggerimenti.

E’ quello che va via, dopo aver speso una fortuna, scuotendo la testa, già convinto che non riuscirà mai a costruire qualcosa di decente.

Ma siamo sicuri che questa laurea non serva a niente?!

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Oggi un cliente piuttosto antipatico e arrogante mi ha dato da riflettere sull’importanza di avere una laurea.
Lui sosteneva che ho perso il mio tempo e i soldi dei miei genitori per avere una laurea completamente inutile, che se mi fosse interessato veramente avere una laurea di livello e di una qualche utilità sarei dovuta andare all’estero, l’Italia è solo un paese per poveracci.

Secondo me una laurea in economia, ma come in tante altre materie, non è realmente utile. Nel senso che ti serve, si, per fare l’esame di stato per diventare commercialista, però in realtà un bravo ragioniere probabilmente ne sa molto più di me di contabilità. Lo stesso vale anche per molte altre lauree, salverei giusto le discipline mediche e quelle ingegneristiche.
Credo che un laureato esca dalle nostre università molto preparato teoricamente ma poi dal punto di vista pratico sia quasi a zero, quindi si, in effetti da questo punto di vista una laurea è abbastanza inutile.

Io credo, però, di essere stata molto fortunata a frequentare l’università, credo che quelle lezioni che tanto mi hanno esasperato quando le frequentavo in realtà mi siano servite, che i professori tanto odiati in realtà siano stati una ricchezza, che i compagni di corso siano stati una risorsa, che il vivere fuori casa e avere dei coinquilini sia stato moooolto istruttivo.

Io credo che l’università mi abbia dato lezioni di vita ineguagliabili, magari non sarò un asso della partita doppia o della revisione di bilancio, ma ho imparato a confrontarmi con i superiori (i miei professori) esprimendo il mio punto di vista in modo chiaro e rispettoso, ho imparato a trovare un compromesso senza per questo rinunciare alla mia idea (si ringraziano gli odiatissimi lavori di gruppo), adesso conosco il valore che può dare il relazionarsi con persone di altri Paesi, con altre culture o semplicemente con abitudini e trascorsi molto diversi dai miei, ho imparato che a seconda di chi lo guarda e come lo si guarda un problema non ha un’unica soluzione, ho imparato che cedere su alcuni punti non è segno di debolezza, ma solo ammettere che magari c’è chi ha un’idea migliore della mia, ho imparato a prendere esempio da altri e che cambiare opinione si può.

Io credo che quello che mi ha dato l’università non sia qualcosa di tangibile come un bilancio ben redatto, si tratta, piuttosto, di un’apertura mentale che prima non avevo, di un modo di pormi davanti ai problemi che prima non conoscevo, riguarda il saper individuare il proprio obiettivo e trovare la strada giusta per raggiungerlo senza aver paura degli ostacoli che si possono incontrare perchè ho imparato che nulla è insuperabile, che per ogni problema c’è una soluzione, magari anche più di una, si tratta solo di saper dove cercare.

Io credo che l’università mi abbia fatto conoscere delle persone fantastiche, che mi hanno insegnato molto e non parlo solo dei professori, mi reputo fortunata perchè ho conosciuto ragazzi e ragazze della mia età molto determinati, molto creativi, molto tecnologici, molto occupati, perfetti organizzatori, grandi amici e fonte di ispirazione.

Quindi si, da un punto di vista prettamente pratico la laurea potrà essere inutile, ma la pratica si ha sempre tempo per impararla, il modo di ragionare e di vedere le cose invece è un’altra cosa.

Io credo che il mio cliente non abbia capito, e mai lo farà, a cosa serva veramente avere una laurea.